Dal 20 febbraio 2026 è possibile radiare per demolizione anche un veicolo gravato da fermo amministrativo, purché sia effettivamente fuori uso e la pratica sia accompagnata dall’attestazione comunale di inutilizzabilità. Lo ha stabilito la legge 14 del 26 gennaio 2026, intervenendo su una situazione tutt’altro che marginale: secondo una stima dell’ACI, in Italia ci sono circa quattro milioni di veicoli bloccati da un fermo e un quarto sarebbe già da demolire. Una novità che sblocca automobili rimaste ferme per anni nei cortili, nei box e sotto i teloni.
Approfittiamone per fare ordine, perché intorno alla demolizione girano molte convinzioni sbagliate: che serva chissà quale trafila, che l’auto debba arrivare al centro senza supporto, che senza libretto non si possa fare nulla. Vediamo come stanno davvero le cose.
Una procedura più snella di quanto pensiamo
La materia è regolata dal Decreto Legislativo 209 del 2003, che ha portato in Italia la Direttiva Europea sui veicoli fuori uso. Il principio è semplice: l’auto destinata alla demolizione va consegnata a un centro di raccolta autorizzato, che al momento della presa in carico deve rilasciarci il certificato di rottamazione. Attenzione, però: la demolizione non cancella il debito che ha provocato il fermo, che continua a essere dovuto.
Perché tutta questa attenzione? Perché un’auto a fine vita è un rifiuto speciale, non un ingombro qualsiasi. Dentro ci sono oli, liquidi, batterie, e insieme una quantità notevole di materiale recuperabile: acciaio, alluminio, rame. Il centro autorizzato bonifica il mezzo e avvia ogni componente alla filiera giusta, ed è esattamente questo lavoro a rendere il servizio sostenibile anche dal punto di vista economico. Molti operatori, infatti, ritirano l’auto a domicilio senza chiedere nulla al proprietario.
Questo non significa dover trovare da soli il modo di portare il veicolo fino al centro. Se non parte da tre anni, ha le gomme a terra o si trova chiuso in un box, è possibile concordare il recupero con un carro attrezzi.
Il certificato di rottamazione, il documento che chiude la faccenda
Nel momento in cui il veicolo viene preso in carico, il centro di raccolta è tenuto a rilasciarci il certificato di rottamazione. Il documento deve riportare i dati del proprietario e del mezzo, gli estremi identificativi e l’autorizzazione dell’impresa, la data e l’ora della consegna e l’impegno a richiedere la cancellazione dal PRA.
Da lì scatta il conto alla rovescia. Il centro di raccolta ha trenta giorni consecutivi per presentare la richiesta di cessazione della circolazione per demolizione. Una volta conclusa la pratica, viene rilasciata la ricevuta che attesta la cancellazione del veicolo dal PRA e dall’Archivio nazionale veicoli.
L’ACI dà tre indicazioni molto concrete a chi demolisce: pretendere un certificato di rottamazione completo, conservarlo con cura e controllare che la cancellazione sia stata registrata. Possiamo anche attivare AvvisACI, il servizio che comunica via e-mail o SMS l’avvenuta radiazione.
Cosa serve avere e a chi affidarsi
Servono poche cose, e sono quelle che immaginiamo: le targhe, la carta di circolazione o il Documento unico, l’eventuale vecchio certificato di proprietà e un documento d’identità. E se manca qualcosa? Succede spesso, soprattutto con auto ferme da molti anni. In caso di smarrimento delle targhe o dei documenti del veicolo bisogna presentare la relativa denuncia di smarrimento o furto. Per un’auto ereditata, invece, possono servire ulteriori dichiarazioni che dimostrino il diritto dell’erede a consegnarla: meglio far controllare la documentazione prima di organizzare il ritiro.
La domanda, però, segue spontanea: a chi affidare la pratica? La regola d’oro è una sola: verifichiamo che il centro di raccolta sia autorizzato, perché soltanto un soggetto abilitato può prendere in carico il mezzo e rilasciarci un certificato di rottamazione valido. Gli elenchi dei demolitori autorizzati possono essere controllati anche attraverso i siti degli uffici PRA provinciali.
Le strade sono sostanzialmente due. Possiamo rivolgerci direttamente a un autodemolitore della nostra zona, oppure appoggiarci a un servizio che fa da tramite con la rete di centri autorizzati sul territorio: quest’ultima soluzione risulta comoda per tutti, anche per chi vive lontano dalle grandi città. Fra i portali di questo tipo c’è Demolire Auto Gratis, che organizza ritiro e pratiche con demolitori autorizzati in tutte le province italiane.
