intelligenza-artificiale

Negli ultimi anni l’Intelligenza Artificiale è passata dai laboratori di ricerca agli uffici, dai magazzini ai reparti marketing. Ma perché (e come) è diventata un’estensione del nostro lavoro quotidiano? Per ciò che offre, ovvero la possibilità di analizzare dati, prevedere tendenze e gestire compiti ripetitivi, dove talvolta le possibilità di incorrere nel famoso “errore umano” è più alto. L’impatto riguarda la produttività, l’organizzazione del tempo e persino la qualità delle decisioni.

Nel dibattito pubblico se ne parla spesso in termini di rischio o opportunità, ma la verità sta nel mezzo. Tutto dipende da come viene applicata, da chi la sviluppa e da quali regole ne orientano l’uso. Lo sviluppo servizi intelligenza artificiale è una delle aree più dinamiche del mercato digitale, e non riguarda solo le grandi aziende. Realtà come Viral Mind, nata a Bologna, lavorano per rendere queste tecnologie accessibili anche alle piccole e medie imprese, adattandole ai loro ritmi, ai loro budget e alle normative europee che ne regolano l’adozione. La domanda non è più se l’Intelligenza Artificiale cambierà il lavoro, ma in che modo ciascuno di noi sceglierà di usarla. Per renderla un vantaggio competitivo, naturalmente.

L’Intelligenza Artificiale entra nei processi quotidiani

Nelle aziende italiane, l’Intelligenza Artificiale è presente anche in quelle attività che di norma non si percepiscono come “tecnologiche”. Analizza le conversazioni dei clienti per capire cosa cercano davvero, ottimizza la logistica, suggerisce strategie commerciali o aiuta a pianificare progetti con meno errori o sprechi di tempo, che è la risorsa più preziosa.

Nel customer service, ad esempio, chatbot e assistenti digitali filtrano le richieste e cercano di proporre soluzioni e risposte in tempi rapidi, lasciando al personale il compito di gestire i casi più complessi. Possiamo definirla una distribuzione più smart del lavoro. Anche la formazione interna si rinnova con i sistemi di AI che personalizzano i percorsi di aggiornamento in base al livello e alle competenze di ciascun dipendente, così da essere più vicino alle necessità reali.

Per Viral Mind, che si occupa di soluzioni per le PMI, questa transizione è culturale prima ancora che tecnica. L’azienda ha creato una suite di strumenti pensati per le realtà che non dispongono di reparti IT dedicati: piattaforme che analizzano i dati, migliorano le vendite, ottimizzano i magazzini e supportano la pianificazione.

Dati, decisioni e responsabilità

Qual è uno dei maggiori vantaggi dell’Intelligenza Artificiale? La risposta è semplice: legge grandi quantità di dati e restituisce indicazioni utili in tempi ridotti. Ricordate quando abbiamo detto che l’IA aumenta la qualità delle nostre decisioni? Sì, le scelte strategiche non si basano più soltanto sulle intuizioni o sulle esperienze pregresse, ma anche sui modelli che mostrano delle tendenze e correlazioni spesso invisibili, pattern che non sempre si riconoscono subito.

Possiamo definirlo un salto notevole, in particolare per le imprese di dimensioni ridotte, così da riuscire a intuire in anticipo quali prodotti avranno più domanda o dove si generano delle inefficienze logistiche. Il potere analitico, però, porta con sé anche una responsabilità: comprendere come vengono prodotti e utilizzati i dati.

Indubbiamente gli standard di trasparenza e sicurezza sono sempre più severi, anche perché i dati rimangono una questione delicata: ecco perché è importante conoscere e applicare le normative europee. Lo sviluppo di soluzioni ad hoc richiede competenze specifiche e un lavoro di squadra tra tecnici, giuristi e specialisti di settore. Viral Mind si concentra su questo, per esempio: sviluppare sistemi che siano affidabili oltre che efficaci, che si integrano nei processi aziendali senza troppe difficoltà, e che siano in linea con le normative.

Un’intelligenza “artigianale” per le imprese italiane

Il tessuto produttivo del nostro Paese è fatto di tantissime realtà che vivono di competenze e relazioni, e che si stanno iniziando a interessare di automatismi. Più che una tendenza, l’AI rappresenta un’opportunità: una soluzione su misura per rendere più sostenibile la crescita, diminuire gli sprechi e liberare le risorse per farle dedicare alle attività dal valore prettamente umano. Di base, i progetti e le soluzioni AI sono altamente personalizzabili, considerando che esistono sistemi che valutano la “AI readiness” per suggerire i percorsi più adatti. Nel giro di pochi anni sarà normale vedere algoritmi che affiancano imprenditori e dipendenti in molte delle attività oggi considerate manuali o amministrative. L’innovazione, come sempre, avrà senso se saprà restare al servizio delle persone.