Ogni anno, con l’arrivo della primavera, milioni di contribuenti italiani si trovano a fare i conti con la dichiarazione dei redditi. C’è chi la affronta con una certa dimestichezza, chi la rimanda fino all’ultimo, e chi semplicemente non sa da dove iniziare. Il modello 730 è lo strumento principale per dichiarare i redditi da lavoro dipendente e da pensione: vediamo come funziona.
Cos’è il modello 730 e chi è obbligato a presentarlo
Il 730 è la dichiarazione dei redditi destinata a lavoratori dipendenti, pensionati e alcune categorie assimilate. Rispetto al modello Redditi PF – l’alternativa per chi ha situazioni fiscali più complesse – è più snello, con un meccanismo di rimborso o trattenuta che passa direttamente dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico. Questo significa che se emerge un credito, arriva in busta paga nel giro di pochi mesi; il debito viene trattenuto in modo graduale, senza dover versare tutto in una volta.
Chi è tenuto a presentarlo? I lavoratori dipendenti e i pensionati che nell’anno precedente hanno percepito redditi da lavoro, affitti, interessi, o che vogliono portare in detrazione spese sostenute durante l’anno. Non è sempre obbligatorio – ci sono soglie e condizioni specifiche – ma nella maggior parte dei casi conviene presentarlo, perché è lo strumento attraverso cui si recuperano le detrazioni su spese mediche, mutui, figli a carico e molto altro.
Per il 730/2026, riferito ai redditi del 2025, le regole di base rimangono quelle degli anni precedenti, ma come sempre è utile verificare le eventuali novità introdotte dalla legge di bilancio più recente prima di procedere.
Documenti necessari e spese detraibili: cosa preparare
Una delle fasi più lunghe – e spesso più frustranti – è la raccolta dei documenti. Avere tutto a portata di mano prima di iniziare evita di dover bloccare il processo a metà perché manca qualcosa.
I documenti di base sono la Certificazione Unica, che il datore di lavoro o l’ente pensionistico invia entro marzo, il codice fiscale proprio e dei familiari a carico, e i dati dell’immobile di residenza se si è proprietari o affittuari. A questi si aggiungono tutti i documenti relativi alle spese che si intende portare in detrazione.
Le spese detraibili sono molte, e spesso ci si dimentica di qualcuna. Le principali riguardano le spese sanitarie, quindi visite mediche, farmaci, dispositivi medici e ricoveri. Poi ci sono gli interessi passivi sul mutuo per la prima casa, le spese per istruzione dei figli, le erogazioni liberali a enti del terzo settore. Chi ha sostenuto spese per lavori in casa può portare in detrazione gli interventi di ristrutturazione, quelli per il risparmio energetico, o il bonus mobili se collegato a una ristrutturazione.
Per le spese sanitarie è importante conservare tutti gli scontrini parlanti e le ricevute: dal 2020 molte spese confluiscono automaticamente nel sistema della tessera sanitaria, ma è sempre meglio verificare che ci siano tutte.
Scadenze 2026 e rimborsi: cosa aspettarsi
Le scadenze del 730/2026 seguono un calendario preciso. La presentazione si chiude il 30 settembre 2026 per chi si rivolge a un CAF o a un professionista abilitato. Chi presenta in autonomia tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate ha la stessa scadenza.
Il meccanismo del rimborso è uno dei vantaggi più concreti del 730 rispetto ad altri modelli dichiarativi. Se dalla dichiarazione emerge un credito – perché le ritenute trattenute nel corso dell’anno sono state superiori all’imposta dovuta, o perché le detrazioni superano l’imposta – questo viene erogato direttamente in busta paga o nella rata della pensione, solitamente a partire da luglio o agosto. I tempi dipendono da quando viene presentata la dichiarazione: prima si presenta, prima arriva il rimborso.
Come presentare il 730 online senza errori
Presentare il 730 in autonomia è tecnicamente possibile, ma non privo di insidie. Il modello precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate contiene già molti dati – quelli comunicati da datori di lavoro, banche, strutture sanitarie – ma non è detto che siano tutti corretti o completi. Il problema è che se non si verifica ogni dato, ci si assume la responsabilità di eventuali errori, con possibili conseguenze in caso di controllo.
La soluzione, per fortuna, c’è: rivolgersi a un CAF. In molti lo scelgono proprio per ridurre questo margine di errore. Su cafpatronato24.it è possibile acquistare il servizio di 730 online in modo semplice e completamente da remoto. Si caricano i documenti, si viene seguiti da professionisti abilitati, e si riceve assistenza in ogni fase del processo, dalla raccolta della documentazione alla presentazione definitiva. Per chi non vuole perdere tempo agli sportelli fisici o non sa come orientarsi tra le voci del modello precompilato, è una strada concreta.
