Stanchezza cronica: cos’è e come contrastarla

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Per molti versi, la sindrome da stanchezza cronica, conosciuta anche come CFS, è un disturbo misterioso e complicato.

I pazienti non soffrono di alcuna patologia particolare e non traggono alcun beneficio da un sonno ristoratore; si sentono invece costantemente stanchi senza alcuna ragione apparente, se non quella di essere in uno stato di eccitazione per tutto il giorno, oltre ad essere sempre in tensione o a percepire le cose in modo più acuto del solito: si avverte una sensibilità spiccata anche per un tocco leggero.

I pazienti affetti da sindrome da stanchezza cronica manifestano una serie di sintomi simili a quelli che si riscontrano nelle condizioni influenzali.

La malattia non ha un trattamento specifico, ma può essere gestita attraverso il riposo, l’idratazione e l’assunzione di vitamine e sali minerali come il potassio, dal momento che è stato appurato che una grave carenza di questo macroelemento, fondamentale per il corretto funzionamento dell’organismo, è tra i responsabili principali della stanchezza cronica: conoscere tutti i sintomi da carenza di potassio su IntegratoriAlimentari.net, aiuterà a capire meglio come affrontare correttamente questo disturbo.

Cosa si intende per sindrome da stanchezza cronica

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Come abbiamo affermato, la sindrome da stanchezza cronica o encefalomielite mialgica, è un disturbo molto complesso caratterizzato da un inspiegabile senso di stanchezza che non scompare con il riposo.

In chi ne soffre, il persistere di questo stato di indebolimento, non passa col riposo e non è determinato da attività fisiche eccezionalmente intense; basti pensare che secondo l’Istituto Nazionale di Sanità, tra i 200.000 e i 300.000 cittadini italiani soffrono di CFS con una maggior incidenza di casi tra persone di sesso femminile tra i 40 e 50 anni di età.

Quali sono le cause più comuni

I ricercatori non sono ancora riusciti a individuare la causa o le cause precise della sindrome da fatica cronica, ma stanno studiando diverse possibili spiegazioni.

Una di queste è che potrebbe essere causata da un’infezione o da un virus, dal momento che molte persone affette da questa patologia erano affette, in precedenza, da patologie virali quali l’Herpes virus umano 6, il virus di Epstein-Barr e quello della leucemia del topo.

Un’altra possibilità principale che si sta studiando è che i fattori che contribuiscono allo sviluppo di questa malattia, siano dovuti ad alterazioni ormonali del nostro sistema immunitario, che possono portarci a sentirci più deboli del solito a causa di alterazioni nei valori degli ormoni afferenti ipotalamo-surrene-ipofisi.

È stato inoltre osservato che il sistema immunitario è compromesso in alcune persone affette da sindrome da fatica cronica, ma il legame tra queste due situazioni anomale non è stato chiaramente stabilito.

Anche i problemi psicologici sembrano comuni tra coloro che soffrono di questa malattia e potrebbero potenzialmente innescarne l’insorgenza o la progressione attraverso periodi di stress, come gravi traumi emotivi vissuti in precedenza o i troppi pensieri che affliggono, che possono influenzare il proprio stato psico-fisico.

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I sintomi della stanchezza cronica

Oltre al sintomo principale, ovvero un senso di spossatezza perenne, la sindrome della stanchezza cronica si presenta anche con altri sintomi collaterali quali:

  • dolore ai muscoli,
  • deficit della memoria,
  • mal di gola,
  • dolore agli arti,
  • mal di testa,
  • ingrossamento dei linfonodi di ascelle e collo,
  • perenne spossatezza.

Attualmente non esistono dei test diagnostici specifici per determinare se si è affetti da CFS; per questo motivo i medici vanno a tentativi escludendo prima quelle che sono le cause più comuni della stanchezza.

In generale, si può affermare di essere affetti da sindrome della stanchezza cronica se:

  • persiste da almeno 6 mesi,
  • non si sta praticando uno sport particolarmente faticoso,
  • implica una riduzione delle attività quotidiane,
  • sono presenti almeno 4 dei sintomi elencati in precedenza.

Come curare la CFS

Come affermato in precedenza, ad oggi non esiste una cura definitiva, ma una valida terapia consiste nell’integrazione di sali minerali, quali in primis il potassio.

Questi è un minerale essenziale per la produzione e l’utilizzo di energia da parte dell’organismo e per il funzionamento del sistema nervoso e svolge un ruolo importante in questi processi, tra cui quello di contribuire a mantenere i livelli di pressione sanguigna entro i limiti normali.

Non a caso il potassio svolge un ruolo fondamentale nel consentire un adeguato funzionamento di alcune attività dell’organismo come garantire una corretta contrazione muscolare e a regolarizzare la pressione sanguigna.

Se assunto in quantità adeguate, può aiutare a prevenire problemi come la cardiomiopatia o l’ipertensione, regolando la quantità di sodio presente durante ogni ciclo di battito cardiaco, in modo che i liquidi in eccesso non si accumulino troppo rapidamente nelle cellule cardiache, che non funzionano correttamente senza questo equilibrio tra acidi e basi.