Paraplegica dopo un intervento: il risarcimento dopo 19 anni

Studio-Legale-Ceccobelli-malasanita

Sono trascorsi 19 anni da quell’intervento che ha cambiato per sempre la vita dell’assistita dell’Avvocato Andrea Ceccobelli ma in questo tempo lo studio legale non si è mai arreso e ha continuato ad agire nella tutela della propria assistita per farle avere un risarcimento per malasanità come le spetta di diritto. La vittoria dello studio Ceccobelli nel caso di Malasanità è un successo.

Sono serviti molti anni ma la giustizia ha fatto il suo corso; la sentenza di primo grado è stata pronunciata dopo quasi un ventennio dal fatto ma sotto la guida del Giudice Giuseppina Guttadauro la cittadina oggi settantenne e rimasta paraplegica dopo un intervento può ottenere finalmente il risarcimento. 600.000 euro quanto stabilito che l’Azienda Ospedaliera di Careggi dovrà versare alla paziente con un danno permanente post intervento. La donna, tutelata dall’Avvocato Ceccobelli, ha dimostrato come sia possibile vincere contro la malasanità se tutelati da uno studio legale competente in materia.

La storia dell’incidente di malasanità

Sono trascorsi diciannove anni dal momento dell’incidente: era il 2003 quando la signora, oggi settantenne ma all’epoca cinquantaduenne, accusava forti cefalee, nausea e difficoltà di linguaggio. Allarmati dalla situazione viene accompagnata d’urgenza all’ospedale di Lucca dove viene riscontrata una emorragia cerebrale; da quel momento inizia il vero problema: la divisione di neurochirurgia di Careggi riconosce la gravità della situazione e la opera d’urgenza ma le cure post operatorie non sono idonee ed ecco che la paziente si trova ad affrontare una vita completamente diversa con il 65% di danno biologico e una paraplegia.

Dopo l’intervento è stata dimessa e spostata tra diversi ospedali fino al raggiungimento del reparto di Medicina di Lucca dove è stato accertata la positività allo staphylococcus aureus e mentre veniva spostata nel reparto di malattie infettive è stata diagnosticata una paraplegia da compressione midollare di natura infettiva. Il calvario porta la donna dal 2004 al 2009 a subire ricoveri e terapie trascorrendo molto tempo in ospedale ma senza mai risolvere la propria paraplegia. Secondo i consulenti interrogati la paraplegia è stata causata da una errata profilassi antibiotica post intervento.

La donna non resta in silenzio e decide di rivolgersi all’Avvocato Andrea Ceccobelli del Foro di Pistoia che accoglie la propria assistita ascoltando la storia e decidendo di muoversi per verificare la dinamica e raccogliere prove sufficienti per far ottenere un risarcimento adeguato per la sofferenza fisica ed umana che la paziente ha dovuto affrontare.

Il ruolo dello Studio Legale Ceccobelli

Lo studio Ceccobelli specializzato in casi di malasanità, ha fatto in modo di raccogliere tutta la documentazione necessaria aggiungendo molteplici perizie specialistiche di parte contro l’equipe medica e le scelte compiute dai dottori in fase post operatoria. Non è stato un percorso facile la donna e il suo avvocato hanno dovuto lottare per quasi un ventennio per poter trovare giustizia ma finalmente la procedura ha accertato il danno e il giudice ha disposto un risarcimento di quasi 600 mila euro.

Il tribunale di Firenze ha rilevato una grave responsabilità dei medici condannando la struttura ospedaliera al risarcimento danni in seguito all’intervento di craniotomia, drenaggio e plastica durale.

L’avvocato, che prima ha cercato un accordo con la controparte mostrando un accertamento tecnico, non era riuscito a smuovere l’azienda ospedaliera ed è stato necessario l’intervento del giudice con una sentenza di primo grado per fare giustizia. Una vittoria importante per la donna residente nel Valdinievole ma anche per lo studio legale di Andrea Ceccobelli che insieme hanno ottenuto una condanna per malasanità contro l’ospedale di Careggi.

I tempi sono stati lunghi, la lotta estenuante per la paziente ma grazie allo studio legale preparato e al tanto impegno impiegato nel ricercare esperti e perizie la battaglia è stata vinta con un risarcimento danni importante e con il riconoscimento della negligenza da parte dei medici che non hanno agito nella tutela dell’assistita.