Gioielli sardi: l’arte orafa e i monili in filigrana

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La Sardegna, terra incantevole ricca di patrimoni artistici e culturali, si distingue anche per la tradizione artigiana. Tra le arti più note e famose per la regione c’è quella della gioielleria. I gioielli sardi in filigrana sono amatissimi dalle donne, tanto da essere esportati in tutto il mondo e venduti anche all’estero.

La tradizione orafa millenaria

Pur essendo isolata geograficamente poiché staccata dal territorio, la Sardegna ha negli anni instaurato un rapporto mercantile e di scambio culturale con tutti i popoli del Mediterraneo. Questo le ha permesso di sviluppare sicuramente uno stile proprio, ma anche di creare un vero e proprio scambio di competenze, curiosità e contaminazioni. Tra le diverse arti che hanno reso famosa la regione italiana in tutto il mondo c’è quella orafa che vanta una tradizione millenaria. Il mondo della gioielleria sarda ha un’eredità storica importante che ha fatto diventare le creazioni amatissime.

A caratterizzare le produzioni ci sono i gioielli sardi in filigrana che si distinguono dalle altre proposte per la lavorazione dell’argento; proprio questo materiale era largamente diffuso poiché abbondante nelle miniere. Fin dal passato all’argento e al metallo venivano aggiunti il corallo o l’ossidiana, pietre che abbondano sull’isola e che sicuramente conferiscono un tocco in più alle creazioni.

La gioielleria sarda presta molto attenzione anche alle forme, questo poiché le creazioni non erano viste solamente come decorazioni ma anche come simbolo: veri e propri amuleti che servivano per augurare buona sorte o protezione. Orecchini e anelli si alternano a bracciali, ciondoli e collane spesso poi aggiunti ad accessori come spille e bottoni. Insomma, il mondo dell’arte orafa sarda è ricchissima di proposte tutte da scoprire.

La storia della gioielleria sarda

Le testimonianze scritte dell’arte orafa sarda sono certamente più recenti ma in realtà la tradizione è davvero antica; gli scavi archeologici e gli studi hanno rivelato come già nel neolitico questa terra fosse esperta nella manipolazione dei metalli tanto da creare autentici monili dallo stile caratteristico. Durante l’età nuragica però la tecnica della lavorazione dei metalli viene messa a punto, dando vita a gioielli sempre più elaborati e dallo stile prezioso e raffinato. Ad influenzare lo stile sono stati i contatti con altri popoli come quello dei fenici o quello dei cartaginesi e ovviamente, non per ultimo, quello con i romani. La tradizione araba ha poi messo la sua parte, dando una forte influenza nell’uso dei colori e delle forme.

L’aggiunta dei coralli contraddistingue sicuramente la gioielleria sarda che unisce poi anche l’utilizzo dell’ossidiana non solo per puro gusto estetico e perché presente sull’isola ma per buon auspicio: secondo la tradizione folkloristica infatti, questi dettagli hanno il potere di tenere lontano il malocchio.

Gioielli in filigrana: alla scoperta della tradizione orafa

Alla base del mondo della gioielleria della Sardegna c’è la tradizione della filigrana. l’arte, da proteggere e salvaguardare, racconta quello che è il passato della regione ma anche l’abilità manuale dei Maestri che nel tempo non solo hanno tramandato l’arte ma hanno fatto in modo che diventasse sempre più un simbolo locale.

Basta uno sguardo per fare innamorare di queste creazioni, realizzate a mano e curate nei minimi dettagli tanto da rendere unici i gioielli. Questa tecnica si è diffusa a partire dal 1400 dopo le influenze arrivate dagli aragonesi; le nobildonne di questa terra utilizzavano infatti gioielli in filigrana che erano considerati di gran tendenza. I Maestri della gioielleria sardi, dopo aver sperimentato, hanno personalizzato la tecnica e l’hanno adattata alle proprie creazioni notando anche quanto si abbinassero bene con l’abbigliamento tradizionale della regione. Oggi l’arte orafa della filigrana viene ancora portata avanti da botteghe e maestri artigiani che continuano a portare avanti la tradizione.