Certificato di destinazione urbanistica: cosa è?

Il Certificato di Destinazione urbanistica, detto anche CDU, è un documento fondamentale per ogni immobile, soprattutto quando c’è un atto di trasferimento per vendita o locazione.

Ma perché il notaio lo richiede sempre ogni volta che deve stipulare? Come emetterlo e quanto costa? In questa guida vogliamo rispondere alle tue domande in modo chiaro e semplice.

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Certificato di Destinazione Urbanistica: di cosa si tratta

Il CDU è un certificato che contiene tutti gli elementi identificativi di una proprietà, soprattutto quando la stessa insiste su un terreno e le sue disposizioni sono previste dall’art. 30 del DPR 380/2001 conosciuto come “Testo Unico relativo alle disposizioni legislative e regolamentari edilizie”. Tra i dati contenuti ci sono:

  • i riferimenti catastali come foglio, particella e sub
  • la destinazione urbanistica dell’immobile (residenziale, commerciale, uso agricolo ecc.)
  • alcuni parametri urbanistici rilevanti come l’indice di fabbricabilità, che prevede la possibilità di edificare o l’indice di inondabilità o del dissesti dei versanti in relazione all’ubicazione geografica.

 L’importanza del certificato di Destinazione Urbanistica emerge soprattutto in caso di passaggi di proprietà o di compravendita di terreni che contemplino la presenza di costruzioni con un minimo di 5000 metri quadrati e che rappresentino pertinenze di immobili già censiti. Il fine di tale documento, infatti, è di impedire il verificarsi di abusi nell’utilizzo del terreno, rendendo edotto l’acquirente dell’esistenza di limiti o sulla possibile edificabilità.

In questa direzione, il CDU diventa un documento necessario in caso di atto di compravendita o di scritture private e la sua assenza causa la nullità dello stesso documento. Tale nullità, in ogni caso, non è prevista nell’ipotesi di terreni con estensione inferiore ai 5000 mq, e negli altri casi è comunque sanabile con un successivo atto.

Come si produce un Certificato di Destinazione Urbanistica

Ai sensi dell’art. 30 del DPR 380/2001 tale certificato deve essere redatto dall’ufficio tecnico del Comune di competenza basandosi sul Piano Regolatore Generale (PUC) e sul Piano Urbanistico indicando l’esistenza dei vincoli eventuali come quelli idrogeologici, cimiteriali o paesaggistici. L’istanza è consentita anche in modalità telematica, a patto che vengano allegati i riferimenti catastali e i documenti identificativi delle parti in causa.

Il rilascio richiede almeno 30 giorni dalla presentazione dell’istanza e presenta una validità di 12 mesi dal giorno del ritiro al Comune, sempreché non vi siano delle modifiche ai diversi strumenti urbanistici che comportino una trasformazione anche degli edifici che insistono sull’area in oggetto.

Ricordiamo che se il Comune non rispetta i 30 giorni per l’emissione e il certificato dovesse servire con urgenza per l’imminente stipula dell’atto notarile, è possibile produrre un’autocertificazione che attesti l’esatta presentazione della domanda, unitamente alla destinazione urbanistica del terreno.

Chi può richiedere il Certificato di Destinazione Urbanistica e quanto tempo occorre

La competenza a presentare l’istanza è esclusivamente del proprietario, del co-proprietario in caso di comproprietà o di uno degli eredi, nell’ipotesi di successione. È ammessa la delega a favore di terzi ma solo dietro presentazione dei documenti di identità di tutte le parti interessate.

I costi previsti dalla legge per richiedere il CDU hanno ad oggetto 2 marche da bollo da 16,00 euro oltre i diritti di segreteria, che variano in base al Comune di residenza.

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